Grazie,lettura stimolante e buoni consigli. Aggiungerei anche questo ultimo punto, scrivere fa bene, ci permette di rallentare i nostri pensieri e approfondire il nostro sentire.
Condivido in pieno. Forse è mancato qualcosa. Personalmente ho l'abitudine di pubblicare quando l'articolo è abbastanza musicale e scorrevole, ma poi continuo ad avere preziose ispirazioni e intuizioni e quindi aggiungo qua e là. A volte capita di aver pubblicato un articolo di 1000 parole e nel giro di qualche mese diventa di 2000, 3000, una volta sono arrivato a 15.000 forse a distanza di qualche anno. Che esagerazione, vero? Eppure quel lungo articolo mi è servito di base a scriverne altri più brevi e molto più interessanti.
Ma la cosa più importante non l'ho ancora detta: ho l'attitudine alle scoperte. Ho scoperto che la citazione di Aristotele "In medio stat virtus", è in realtà "Il principio universale della natura". Ho scoperto "Il meccanismo delle emozioni" e pubblicato già due saggi in merito e diversi articoli. Mi sono accorto che oltre alle emozioni positive e negative esistono anche quelle neutre come la calma, la pace, il silenzio che sono l'effetto dell'equilibrio tra il ramo simpatico e parasimpatico del SNA. Ma spesso ricevo affronti: dove stanno i riferimenti bibliografici? Ma se la mia è una intuizione o una scoperta, dove li vado a trovare i riferimenti bibliografici? Come vedi ho l'attitudine alla lunghezza ed è sicuramente un difetto. E me ne scuso.
Buongiorno Pasquale, allungare un articolo è più che lecito se le aggiunte, come credo siano le sue, ampliano l’argomento. Anzi, si rivela utile. Per quanto riguarda la richiesta delle fonti, devo dire che in un saggio l’indicazione delle fonti è più che necessaria. Quando sono nostri pensieri, riflessioni, intuizioni va indicato. Buon lavoro e buona scrittura
Mi trovi particolarmente d'accordo quando dici che l'originalità nasce dallo sguardo personale. In questo mondo, tutto è già stato detto, scritto, raccontato. Sai cosa non è stato detto, scritto, raccontato? Il tuo punto di vista. Il modo in cui tu vedi una storia, e l'angolazione da cui la racconti. Quando leggo, voglio leggere punti di vista personali, originali e ben pensati. Tutto il resto è noia, come diceva quel tale...
Grazie, alcuni punti soprattutto mi hanno lasciato domande aperte e nuove risposte! Comunque sì, la scrittura è una forma d'arte, certo ha senso conoscere delle "regole" e poi anche avere la visione abbastanza aperta per poterle sorpassare, e un po' trasgredire... D'altronde trovo che già in altri social si scrive troppo addomesticato, io per abitudine scrivevo su facebook e tutto sommato qui mi sembra che si possa finalmente prendere il largo in mare aperto (spero!)
Scrivere è spesso proprio mantenere un equilibrio tra la regola e la nostra natura di autori e autrici; a volte, poi, saltano le regole e sperimentiamo altre modalità espressive. Sì, anch'io spero che qui si possa prendere il largo... dipende anche da noi, vedremo. Grazie del contributo.
Al momento vedo che in tanti siamo qui scrivendo "speriamo che quest'isola felice rimanga tale"! Evidentemente, ce n' era bisogno (e dipende anche da noi, chiaro) 😘
Ottime riflessioni, sia per chi le conosce già, sia per gli altri
Grazie,lettura stimolante e buoni consigli. Aggiungerei anche questo ultimo punto, scrivere fa bene, ci permette di rallentare i nostri pensieri e approfondire il nostro sentire.
Senza dubbio, la scrittura ci dona anche questo beneficio.
Condivido in pieno. Forse è mancato qualcosa. Personalmente ho l'abitudine di pubblicare quando l'articolo è abbastanza musicale e scorrevole, ma poi continuo ad avere preziose ispirazioni e intuizioni e quindi aggiungo qua e là. A volte capita di aver pubblicato un articolo di 1000 parole e nel giro di qualche mese diventa di 2000, 3000, una volta sono arrivato a 15.000 forse a distanza di qualche anno. Che esagerazione, vero? Eppure quel lungo articolo mi è servito di base a scriverne altri più brevi e molto più interessanti.
Ma la cosa più importante non l'ho ancora detta: ho l'attitudine alle scoperte. Ho scoperto che la citazione di Aristotele "In medio stat virtus", è in realtà "Il principio universale della natura". Ho scoperto "Il meccanismo delle emozioni" e pubblicato già due saggi in merito e diversi articoli. Mi sono accorto che oltre alle emozioni positive e negative esistono anche quelle neutre come la calma, la pace, il silenzio che sono l'effetto dell'equilibrio tra il ramo simpatico e parasimpatico del SNA. Ma spesso ricevo affronti: dove stanno i riferimenti bibliografici? Ma se la mia è una intuizione o una scoperta, dove li vado a trovare i riferimenti bibliografici? Come vedi ho l'attitudine alla lunghezza ed è sicuramente un difetto. E me ne scuso.
Buongiorno Pasquale, allungare un articolo è più che lecito se le aggiunte, come credo siano le sue, ampliano l’argomento. Anzi, si rivela utile. Per quanto riguarda la richiesta delle fonti, devo dire che in un saggio l’indicazione delle fonti è più che necessaria. Quando sono nostri pensieri, riflessioni, intuizioni va indicato. Buon lavoro e buona scrittura
Grazie mille
Stimolante e ben strutturato. Utilissimo, Grazie!
Grazie🙌
Le mote juste sarà un refuso? Per il resto, grazie mille. Ce l’ho tutte.
Certo Giuliano, è un refuso. Grazie davvero, corretto!
Grazie per questo articolo.
Mi trovi particolarmente d'accordo quando dici che l'originalità nasce dallo sguardo personale. In questo mondo, tutto è già stato detto, scritto, raccontato. Sai cosa non è stato detto, scritto, raccontato? Il tuo punto di vista. Il modo in cui tu vedi una storia, e l'angolazione da cui la racconti. Quando leggo, voglio leggere punti di vista personali, originali e ben pensati. Tutto il resto è noia, come diceva quel tale...
@Cecilia - Carovana Letteraria proprio così: è il tuo punto di vista, il tuo sentire che fanno la differenza.
Molto interessante e dritto al punto!
@Alice Angelomè | il Tempio grazie del feedback.
Grazie, alcuni punti soprattutto mi hanno lasciato domande aperte e nuove risposte! Comunque sì, la scrittura è una forma d'arte, certo ha senso conoscere delle "regole" e poi anche avere la visione abbastanza aperta per poterle sorpassare, e un po' trasgredire... D'altronde trovo che già in altri social si scrive troppo addomesticato, io per abitudine scrivevo su facebook e tutto sommato qui mi sembra che si possa finalmente prendere il largo in mare aperto (spero!)
Scrivere è spesso proprio mantenere un equilibrio tra la regola e la nostra natura di autori e autrici; a volte, poi, saltano le regole e sperimentiamo altre modalità espressive. Sì, anch'io spero che qui si possa prendere il largo... dipende anche da noi, vedremo. Grazie del contributo.
Al momento vedo che in tanti siamo qui scrivendo "speriamo che quest'isola felice rimanga tale"! Evidentemente, ce n' era bisogno (e dipende anche da noi, chiaro) 😘
Mi piace!😍👍🏽 Grazie mille!